Opera Viva è un progetto di fotografia fine art sulla nautica, fondato nel 2024 da Antonio Lacchini e aperto ad altri artisti. Raccoglie un archivio di immagini del mondo nautico di oggi: cantieri, imbarcazioni, porti, regate e le persone che ci lavorano.
L'archivio non resta in un computer. Ogni fotografia scelta per il progetto diventa una stampa in edizione limitata, e le stampe si distribuiscono tra chi sostiene il progetto: così l'archivio non dipende da un solo supporto e arriva a chi verrà dopo.
Il progetto ne prende il nome perché lavora su ciò che della nautica non si vede da fuori: i cantieri, gli attrezzi segnati dall'uso, chi progetta e chi costruisce. Il nome vale anche per le fotografie, che nel progetto esistono come oggetti da tenere in mano: stampe, non file.
Nel 2024, prima ancora di avere un nome, il progetto ha perso il suo primo archivio: un furto di attrezzatura ha portato via le schede di memoria con tutte le fotografie fatte fino a quel momento.
Da lì la regola che regge Opera Viva: le immagini si stampano, e le stampe si distribuiscono. Nel 2025 il progetto ha preso la forma attuale, con le prime raccolte realizzate nei cantieri.
Opera Viva lavora con più artisti. Ognuno porta la propria tecnica e il proprio modo di guardare, dal digitale all'analogico di grande formato. Il progetto sceglie con chi lavorare guardando le fotografie, e con ciascuno imposta la raccolta prima di cominciare.
Le raccolte si fanno sul posto: nei cantieri, nei porti, alle regate, a bordo. Rientra nel progetto tutto ciò che riguarda il mare e la nautica: barche, persone, moli, porti.
In cantiere il lavoro comincia con il permesso di entrare e con le persone. Prima di fotografare si conosce chi ci lavora e come è fatto il luogo, e ci si torna più volte, con luci e stagioni diverse. Per un evento si arriva prima, per studiare luce e posizioni.
Le fotografie di Opera Viva non si cedono in formato digitale. Ogni immagine selezionata esiste solo come stampa, in edizione limitata o come esemplare unico, e una stessa immagine può avere edizioni diverse per ogni formato.
Si stampa a pigmenti di carbone su carta di cotone di qualità museale, materiali scelti per una conservazione secolare. Le stampe fatte in camera oscura sono ai sali d'argento.
Chi acquista un'opera riceve
Le fotografie sono ordinate in raccolte. Una raccolta nasce in due modi: per iniziativa di Opera Viva, quando si esce a fotografare o si chiede a un cantiere, a un marinaio o a un comandante di poterci lavorare; oppure su richiesta, quando un cantiere vede le immagini e propone una raccolta.
Alcune raccolte si chiudono dopo due o tre visite, quando il lavoro in cantiere è finito. Altre restano aperte per anni, come la ricerca sulle barche sole in mare.
Il cantiere apre le porte e permette di realizzare le immagini. In alcuni casi commissiona un lavoro, in altri sostiene il progetto: lo stesso cantiere può avere più di un ruolo.
I sostenitori, cantieri e altre aziende dentro e fuori dal mondo nautico, sostengono il progetto economicamente: coprono le uscite e soprattutto le stampe. Anche chi acquista un'opera è un sostenitore di Opera Viva.
Cantieri, aziende e laboratori che sostengono il progetto, oggi.
Le opere si vedono dal vivo nelle mostre temporanee, come quella al Salone Nautico di Venezia e quella allo Suisse di Madonna di Campiglio, e in alcuni showroom. Sono in preparazione esposizioni permanenti in alcuni cantieri.
Il sito ne mostra una selezione. Per vedere una raccolta completa o ricevere la scheda di un'opera si scrive a Opera Viva.

Fondatore di Opera Viva e fotografo
Nessun nome corrisponde.
Le trattative sulle opere restano private. Si scrive a info@opera-viva.art e la risposta arriva con la scheda completa.