Giulio Speranza è un fotografo nato a Roma nel 1980, con un dottorato in Scienze Geologiche. Lavora come professionista dal 2014 tra fotografia d’interni, architettura e paesaggio di montagna. Per il paesaggio usa quasi solo il grande formato e la pellicola in bianco e nero.
Le sue fotocamere vanno dal 4×5 all’8×10 pollici, a corpi mobili, sia field sia monorail. Sviluppa da sé i negativi. Sull’Appennino porta l’attrezzatura sulle spalle, con uno zaino che pesa tra i ventidue e i ventitré chili. Da questo lavoro sono nati due libri: Gran Sasso d’Italia, uscito nel 2020, e Majella Madre, uscito nel 2023. Un terzo libro, dedicato al Velino-Sirente, è in preparazione con un crowdfunding.
È stato tester dei prototipi di fotocamere field grande formato StenopeiKa. I suoi lavori sono comparsi sui siti di Linhof e Sinar, e il progetto sul Gran Sasso ha avuto il sostegno di Linhof e JOBO. Nel 2015 ha vinto il Moscow International Foto Award nella categoria natura.
Tiene corsi di fotografia in grande formato e di tecnica delle fotocamere a corpi mobili, individuali e collettivi. Organizza trekking fotografici nell’Italia centrale e workshop all’estero. Ha esposto in Italia e fuori, e presiede l’associazione fotografica Grigio 18%.
Per Opera Viva [cosa fa: per esempio le scansioni delle lastre al collodio e dei negativi, con quale strumento e in quale formato].