
Fondatore di Opera Viva e fotografo · Con Opera Viva dal 2024
Antonio Lacchini è nato a Soresina nella primavera del 1984. Ha fondato Opera Viva nel 2024, ancora prima che il progetto si chiamasse così, e ci lavora come fotografo.
Fotografa barche e mare fin da bambino. La famiglia ha casa all’Isola d’Elba, dove va da quando aveva un anno. D’estate il padre, appassionato di vela, portava sull’isola un gommone smontato con il pagliolato gonfiabile, lo montava e lo usava per tre settimane per raggiungere le cale che da terra non si raggiungono. Poi è arrivata una piccola barca a vela.
La prima fotografia pensata per il progetto, Alone, è stata scattata all’Isola d’Elba all’inizio del 2024, durante un viaggio di lavoro: una piccola barca a vela con una nuvola alle spalle.
Lavora con due tecniche, scelte in base al soggetto e alla luce. L’infrarosso digitale, con una fotocamera modificata: mare e cielo non riflettono l’infrarosso e restano scuri, così lo scafo si stacca dal contesto. Funziona solo con la luce del sole e lo usa per le barche in mare, nei porti e alle regate. Il grande formato analogico, con un banco ottico 8 × 10, per gli interni dei cantieri, le barche al coperto, i ritratti e le giornate nuvolose.
Quando è possibile sviluppa il negativo e lo stampa in camera oscura, ai sali d’argento. Più spesso lo scansiona ad alta risoluzione e lo stampa a pigmenti di carbone su carta di cotone, come i file dell’infrarosso.
Nei cantieri il suo lavoro riguarda come le barche sono fatte: i processi di costruzione, chi progetta e chi lavora, gli attrezzi segnati dall’uso. Prima di fotografare passa del tempo con le persone del cantiere, e ci torna più volte, con luci e stagioni diverse. Per un evento come la Barcolana arriva qualche giorno prima per studiare luce e posizioni. Per i progetti personali carica le fotocamere in auto e fa il giro dell’Isola d’Elba.