Il Gruppo Valdettaro ha il suo cantiere navale alle Grazie di Porto Venere, nel Golfo della Spezia. È stato fondato nel 1917 e lavora soprattutto su barche d’epoca e classiche: rimessaggio, manutenzione e restauro di scafi in legno.
I lavori che escono dai suoi capannoni riguardano barche che hanno una storia documentata. Umiak Secondo, un Sangermani di diciotto metri del 1956, ha avuto lo smontaggio del bulbo, la sostituzione di circa il quaranta per cento del fasciame in mogano e di oltre il trenta per cento delle ordinate in rovere di Slavonia, e una coperta nuova in teak da dodici millimetri. Virginia, uno Scia 40 disegnato da Carlo Sciarrelli, ha avuto coperta, interni, impianto idraulico e motore. La goletta Freya, anche lei di Sciarrelli, è passata dal cantiere per lo scafo e l’alberatura, protetti con dodici mani di vernice trasparente. Negli anni sono entrati in cantiere anche Chaplin e Corsaro II, due barche della Marina Militare, e Vera Mary del 1932.
Il cantiere lavora sulla formazione dei maestri d’ascia. Da uno stage con il Cisita della Spezia sono usciti ragazzi poi assunti, tra cui Gabriele Bernasco, pronipote di Alessandro Valdettaro, che impara il mestiere dall’ebanista Daniele Pollastro. Il restauro delle barche in legno si trasmette in bottega e il cantiere ha scelto di continuare a farlo.
Alle Grazie il Gruppo Valdettaro sostiene e co-organizza Le Vele d’Epoca dell’Alto Tirreno, il raduno che porta il nome Trofeo Valdettaro, insieme alla Lega Navale Italiana della Spezia, alla Sezione Velica della Marina Militare e all’Asd Forza e Coraggio.
Il raduno è il luogo della raccolta fotografica Trofeo Vele d’Epoca dell’Alto Tirreno, realizzata da Opera Viva nel 2026.