Come lo facciamo
Differenze reali, materia e tempo
Qui non si tratta di “look”: cambia come nasce la fotografia, che cosa rimane e che tipo di oggetto diventa.

Collodio umido: tintype e ambrotype
La lastra viene preparata, sensibilizzata, esposta e sviluppata in una finestra di tempo breve. È fotografia come rito: gesto, chimica e decisione.
La differenza tra tintype e ambrotype è il supporto: metallo o vetro. In entrambi i casi il risultato è un pezzo unico, con segni e imperfezioni che raccontano come è nato.
È un linguaggio fisico: profondità, micro-contrasto e bordi non sono effetti. Sono materia che porta memoria.

Pellicola
La pellicola introduce grana, micro-variazioni e una risposta organica alla luce. Le transizioni tra luci e ombre diventano spesso più morbide e profonde.
Qui contano le decisioni in ripresa: esposizione, lente, tipo di luce e sviluppo. Ogni fotogramma è una scelta.
Il risultato porta carattere. Piccole imperfezioni diventano parte del racconto e rendono l’immagine meno sterile e più umana.

Infrarossi digitale
L’infrarosso rivela una parte della luce normalmente invisibile. Superfici e atmosfere cambiano gerarchia, come se il mondo avesse un’altra pelle del reale.
È un processo controllabile e ripetibile, utile quando serve coerenza tra immagini e serie. La stampa fine art definisce texture e permanenza.
Non è “effetto”: è una scelta di sguardo. Una forma di lettura che trasforma il soggetto senza tradirlo.